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Pensiero del 2014-06-29

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».


E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

(Mt. 16, 18)

Gesù non esita a fondare la sua Chiesa su Simone, un discepolo ma soprattutto un uomo.

Un uomo con una fede cristallina, ma anche con tante debolezze.

Uno che Lo tradirà, ma poi si pentirà amaramente di averlo fatto.

Il Signore si fida di noi, sa che non siamo perfetti, ma che uniti a Lui possiamo lavorare in quel pezzettino di Chiesa che ci viene affidato.

Nessuno è escluso, per ognuno di noi c'è un progetto, soprattutto per quelli che pensano di non esserne all'altezza.

 

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