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Assistente Ecclesiastico
Pensiero del 2014-06-27

In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché «Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e"troverete ristoro per la vostra vita". Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

(Matteo 11, 25)

È davvero curioso che Dio abbia nascosto i suoi segreti ai sapienti. Tutti d'istinto immaginiamo che per conoscerLo sia necessario molto studio e un'intelligenza speciale. Invece non è così. La strada è alla portata di tutti: «Chiunque ama conosce Dio, chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore» (cfr. 1Giovanni 4,7-8). Amando facciamo esperienza di Dio, lo conosciamo "dal di dentro", entrando nel Suo mistero che è tutto Amore.

 
Leggenda della colomba di San Colombano

san colombano 2A Milano, Pavia e dintorni vi è una suggestiva leggenda che viene tramandata insieme ad un'antica usanza di consumare a Pasqua una colomba di pane dolce in onore e ricordo di San Colombano. Si narra che al suo arrivo in città, attorno al 612, l'abate irlandese venne ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un sontuoso pranzo. Gli furono servite numerose vivande con molta selvaggina rosolata, ma Colombano ed i suoi, benché non fosse di venerdì, rifiutarono quelle carni troppo ricche servite in un periodo di penitenza quale quello quaresimale. La regina Teodolinda si offese non capendo, ma l'abate superò con diplomazia l'incresciosa situazione affermando che essi avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come le loro tuniche monastiche. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell'abate e decise di donare il territorio di Bobbio dove nacque l'Abbazia di San Colombano, ma questa è un'altra storia. La colomba bianca divenne anche il simbolo iconografico del Santo ed è sempre raffigurata sulla sua spalla.

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